MINDFULNESS

MINDFULNESS

COS’È LA MINDFULNESS

Mindfulness è un termine che indica sia una tecnica psicologica che un approccio della nuova generazione di psicologia cognitiva e comportamentale.

In parole semplici la mindfulness è l’atto di mantenere l’attenzione focalizzata sull’esperienza presente e, ogni volta che ci si distrae, riportarla nel presente. È l’atto della mente che osserva se stessa. Rimanendo distanziata dai suoi contenuti (sensazioni e pensieri) e non fusa con essi.

 

Si basa fondamentalmente sulla premessa che le risorse necessarie al cambiamento siano insite nella storia esperienziale della persona .                                              La Mindfulness viene intesa come esperienza in grado di potenziare significativamente l’identificazione, l’estrazione, la ristrutturazione e l’attivazione delle risorse personali.                                                                        In un approccio che mira a generare e non a riparare .

COSA SIGNIFICA MINDFULNESS

Mindfulness è una parola inglese che significa consapevolezza. È la traduzione in inglese della parola ‘sati’ che in lingua pali significa ‘attenzione consapevole’.

La consapevolezza è quella parte dell’esperienza soggettiva rappresentata mentalmente in questo momento.

Per mindfulness quindi si intende una consapevolezza intenzionale, ovvero mantenuta con uno sforzo.

A COSA SERVE LA MINDFULNESS

La mindfulness serve a diventare padroni della propria mente. È una capacità regolatoria: permette di gestire con efficienza l’attenzione, le emozioni e i pensieri. Questo a sua volta provoca una riduzione dello stress e dell’ansia, un miglioramento dell’umore e la capacità di cambiare alcuni modi automatici di reagire.

COSA CURA LA MINDFULNESS

La mindfulness è uno strumento e come tale ha bisogno di essere utilizzata per un fine da un professionista esperto e che la usa assieme ad altre tecniche.

STUDI DI EFFICACIA

Di seguito un elenco di alcuni studi di efficacia che dimostrano come la mindfulness sia una tecnica efficace nei seguenti ambiti:

  • Ansia (Kabat-Zinn et al. 1992; Miller et al. 1995; Baer, 2003; Ma & Teasdale 2004; Vujanovic, et al. 2007; Coelho et al. 2007; Kingston et al. 2007; Toneatto & Nguyen, 2007; Hoffman et al. 2010; Lawson, 2011; Vollestad et al. 2011);
  • Ansia sociale  (Koszycki, Benger, Shlik, e Bradwejn, 2007; Goldin, Ramel, et al., 2009; Jazaieri, Goldin, Werner, Ziv, e Gross, 2012; Goldin, Ziv, Jazaieri, Hahn, e Gross, 2013);
  • Depressione cronica (Teasdale, Segal, Williams, et al., 2000);
  • Insonnia primaria (Gross et al, 2011; Ong et al., 2008, 2009, 2010);
  • Insonnia associata a diversi disturbi medici o psichiatrici (Winbush, Gross, Kreitzer, 2007; Lundh, 2005; Carlson, Garland 2005);
  • Stress (Shapiro et al., 2011; Nyklícek et al., 2013; Rosenkranz et al., 2013);
  • Dolore cronico (Kabat-Zinn, 1982; McCracken, 2006; Rosenzweig, 2010; Zeidan et al., 2011);
  • Dolore cronico muscolo scheletrico (Margaret Plews-Ogan, 2005);
  • Dolore indotto sperimentalmente (Zeidan et al., 2011, 2010);
  • Dolore nella sclerosi multipla (Mills & Allen, 2000);
  • Dolore nella fibromialgia (Creamer et al. 2000; Astin et al.2003);
  • Psoriasi (Bernhard et al., 1988; Kabat-Zinn et al., 1998).
 
 
 
 

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